RENDEZ-VOUS IL FESTIVAL DEL NUOVO CINEMA FRANCESE ALL’ARENA NUOVO SACHER

 

RENDEZ-VOUS, il FESTIVAL DEL NUOVO CINEMA FRANCESE, torna a Roma all’Arena Nuovo Sacher, dall’1 al 6 luglio 2020, con un’edizione speciale en plein air, in sicurezza e nel rispetto delle norme. Iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, la manifestazione è realizzata dall’Institut français Italia, co-organizzata con UniFrance. Il responsabile del progetto è Benoît Blanchard e la direzione artistica è affidata a Vanessa Tonnini.

ANTICIPAZIONI

I GRANDI AUTORI DEL CINEMA FRANCESE

Ad aprire questa edizione speciale, il 1° luglio alle 21.30, nella cornice dell’Arena Nuovo Sacher, è l’anteprima nazionale di ROUBAIX, UNE LUMIÈRE, l’ultimo lungometraggio di un cineasta amatissimo in Italia: ARNAUD DESPLECHIN, al quale il festival, appena due anni fa, ha dedicato un focus speciale. Il film, in Concorso a Cannes 2019, distribuito da No.Mad Entertainment, sarà nelle sale tra settembre e ottobre.  In un’edizione che vede grandi autori ed autori emergenti cimentarsi e ridar nuova linfa al cinema di genere, anche Arnaud Desplechin si insinua in questo solco, con un’opera noir attuale e potente che sorprende per il radicale cambio di registro e per la profondità dei risultati.

Considerato la quintessenza del cinema d’autore francese, il regista si cimenta, per la prima volta, con il reale e con un genere che non gli è familiare come il polar. A fare da sfondo e ispirazione alla storia, la sua città natale, ritratta nel malore di una profonda decadenza economica. Partendo da un fatto di cronaca, ben raccontato da uno sconvolgente documentario di Mosco Boucault per France 3, Desplechin realizza un thriller sociale teso, febbrile e spirituale, animato dall’intensità teatrale dei suoi protagonisti: Léa Seydoux, Sara Forestier, Roschdy Zem, che per la sua intepretazione ha ottenuto i premi Lumière e César. Convinto che la finzione guadagni a essere uno specchio di indagine di quell’enigma che è il reale, il cineasta crea un noir che trascende elegantemente le strutture di genere per scandagliare gli abissi dell’essere umano e la miseria del mondo di oggi. «Per la prima e unica volta nella mia vita – spiega il regista – ho solidarizzato con due criminali: ho voluto riconsiderare le parole crude delle vittime e delle colpevoli come la più pura delle poesie».

IL CINEMA È DONNA

Secondo i dati del CNC, il numero di film diretto da donne, in Francia, negli ultimi dieci anni è aumentato del 62%. A confermare questo trend in crescita, un altro dato importante : il 40% delle opere prime prodotte nel 2019 sono dirette da cineaste.

Per dar conto di questo cinema « al femminile plurale » composto di un caleidoscopio di voci eclettiche, lo speciale RDV ne offre una selezione variegata.

Tra gli esordi dirompenti della stagione, già rivelazione della 72° edizione del Festival di Cannes, il festival presenta, in anteprima italiana, PAPICHA | NON CONOSCI PAPICHA di Mounia Meddour, distribuito da Teodora Film, nelle sale in autunno. Scoperto a Cannes nella sezione Un Certain Regard, insignito di un doppio César per la regista e l’interprete principale, la giovanissima Lyna Khoudri (che sarà anche nell’attesissimo film di Wes Anderson, The French Dispatch), acclamato in Francia, con oltre 2 milioni di euro di incasso, il film è tuttora bandito in patria, per motivi mai chiariti dal governo algerino.

Inno alla emancipazione femminile, dramma dei contrasti, solare, teso, vitale e commovente insieme, racconta la vita della giovane e brillante Nedjma (soprannominata “Papicha”), una studentessa universitaria algerina che sogna di diventare stilista, ma la sua vita è sconvolta da un’ondata di fondamentalismo religioso che fa precipitare il Paese nel caos. Determinata a non arrendersi al nuovo regime, Nedjma decide di organizzare con le compagne una sfilata dei suoi abiti, che diventerà il simbolo di un’indomita e drammatica battaglia per la libertà.

Arnaud Desplechin

Nato a Roubaix nel 1960, Arnaud Desplechin reinventa il cinema francese negli anni Novanta con film quali La Vie des morts (1991), La Sentinelle (1992) e Comment je me suis disputé… (ma vie sexuelle) (1996). Desplechin entra negli anni Zero con altri lavori minimalisti, poetici e sprezzanti come Esther Kahn (2000, dal romanzo di Arthur Symons), Léo en jouant “Dans la compagnie des hommes” (2003, dalla pièce di Edward Bond), I re e la regina (2004) e il grande successo di critica e pubblico Racconto di Natale (2008). Nel 2013 dirige il suo primo film statunitense, Jimmy P., interpretato da Benicio Del Toro e dal suo attore feticcio Mathieu Amalric. Torna in Francia per realizzare I miei giorni più belli (2015) e I fantasmi di Ismaël, film d’apertura di Cannes 2017.

Mounia Meddour

Nata e cresciuta in Algeria, all’età di 18 anni si trasferisce in Francia con la famiglia a causa delle minacce di morte ricevute dal padre, il regista Azzedine Meddour, durante la guerra civile. Dopo la laurea in giornalismo, studia regia al Centre Européen de Formation à la Production de Films (CEFPF) e alla prestigiosa Fémis di Parigi. Lavora inizialmente come documentarista, firmando tra gli altri Cinéma algérien, un nouveau souffle, e nel 2011 gira il suo primo cortometraggio di finzione, Edwige, che vince l’UniFrance Short Film Award e viene presentato con successo in numerosi festival internazionali. Non conosci Papicha è il suo esordio nel lungometraggio ed è stato accolto con entusiasmo all’ultimo Festival di Cannes, nella sezione Un Certain Regard.

Le proiezioni sono in versione originale con sottotitoli in italiano.

I biglietti si potranno acquistare su www.sacherfilm.eu

rendezvouscinemafrancese.it

Guarda il trailer del film ROUBAIX, UNE LUMIÈRE.

https://www.youtube.com/embed/mCKiVjwfMhA

Pubblicato da redazione

ROUBAIX, UNA LUCE NELL’OMBRA, DISTRIBUITO DA NO.MAD ENTERTAINMENT

 

Notte di Natale a Roubaix. Il capo della polizia Daoud gira per la città nella quale è cresciuto. Macchine bruciate, liti violente. Alla stazione di polizia, Louis Coterelle è il nuovo arrivato, fresco di accademia. Daoud e Louis dovranno investigare sull’omicidio di un’anziana signora. Due giovani donne vengono interrogate. Claude e Marie, indigenti, alcoliste, amanti. Cast – Roschdy ZEM, Léa SEYDOUX, Sara FORESTIER, Antoine REINARTZ, Chloé SIMONEAU, Betty CARTOUX, Jérémy BRUNET, Stéphane DUQUENOY.

Regia Arnaud DESPLECHIN, Sceneggiatura Arnaud DESPLECHIN, Léa MYSIUS, Adattato da Roubaix, commissariat central di Mosco BOUCAULT, Fotografia Irina LUBTCHANSKY, Montaggio Laurence BRIAUD
Musiche originali Grégoire HETZEL, Scenografia Toma BAQUENI, Costumi Nathalie RAOUL, Casting Alexandre NAZARIAN, Clément MORELLE, Suono Nicolas CANTIN, Sylvain MALBRANT, Stéphane THIÉBAUT, Aiuto Regia Marion DEHAENE, Coprodotto da WHY NOT PRODUCTIONS, ARTE FRANCE CINÉMA Con il supporto di CANAL +, CINÉ +, ARTE FRANCE, MICHEL MERKT Con il supporto di CENTRE NATIONAL DU CINÉMA ET DE L’IMAGE ANIMÉE PICTANOVO RÉGION HAUTS-DE-FRANCE. Distribuzione https://lnx.no-madentertainment.eu/

NOTE DI REGIA│
“Cinefilo già da bambino, rifiutavo la società.
già dal cortile della scuola. Ma credo che
grazie al cinema ho saputo accettare il
mondo”. Qui riporto in modo molto
imperfetto la voce di Daney, sentita alla
radio. Per molto tempo, questa frase è stata il
mio vade-mecum.
Tutti i miei film, o quasi, sono stati film
romantici. Troppo! Ma è questo “troppo” che
desideravo.
Oggi ho voluto un film che si attenga alla
realtà, in ogni parte. Che riprenda un
materiale grezzo che, con l’arte dell’attore,
possa accendersi.
Come indica il prologo della sceneggiatura: non ho voluto lasciare nulla
all’immaginazione, inventare nulla, ma ho voluto rielaborare delle immagini viste
in televisione dieci anni fa e che da allora mi hanno perseguitato.
Perché non ho mai potuto dimenticare queste immagini? Perché solitamente,
riesco a identificarmi solo con le vittime. Non mi piacciono troppo i carnefici. E
per la prima e unica volta nella mia vita, in due criminali ho scoperto due
sorelle.
Ho voluto considerare le crude parole delle vittime e dei colpevoli come la più
pura poesia che esista. L’ho considerato come un materiale sacro, cioè: un
testo che non finiremo mai d’interpretare.
Come spettatore, ho le vertigini di fronte alla colpevolezza e all’ ingenuità di
queste due assassine.
Mentre trascrivevo e mettevo insieme questo materiale pensavo sempre a
Delitto e castigo. I tormenti di Raskolnikov sono gli stessi di queste diseredate.
Sì, Pietà più di quanto si possa dire, è al centro dell’amore.
Da regista cerco come filmare e dirigere – come gli attori interpreteranno tali
ruoli. Credo che la posizione della macchina da presa e la performance
dell’attore possano mostrare i peggiori tormenti dell’anima.
Questo è il potere dell’incarnazione proprio del cinema.
Penso che la finzione si arricchisca ad essere un possibile specchio della realtà.
Ciò che senza dubbio mi ha colpito di più mentre scoprivo le immagini all’origine
del mio film, sono questi volti di donne. Colpevoli e vittime. L’anziana Lucette, la
giovane donna violentata, l’amica che l’accompagna, la giovane scappata di
casa e infine le due assassine, che mi conducono in un vortice di terrore…
Così, attraverso la vita di questa stazione di polizia di Roubaix, abbiamo un ritratto,
inevitabilmente incompleto, della condizione femminile di oggi.
Un solo film è stata la mia guida cinematografica: Il ladro di Hitchcock. Una notizia
restituita alla sua brutalità, alla sua nudità e al suo enigma. L’enigma della verità.
Sappiamo come Hitchcock abbia spinto la sua ossessione per il realismo fino al
punto di filmare negli stessi luoghi degli eventi e usando i testimoni nei loro propri
ruoli.
Qui non oso prendere la stessa strada del maestro. Il mio percorso è il seguente:
confido, quando verrà il momento, di sapere come dirigere queste parole e come
filmare gli attori che le faranno proprie, prima di restituircele. Si, rendere omaggio
alla trivialità di queste parole o al loro mistero. Cioè, tramite il genio proprio del
cinema, far brillare la grandezza della finzione in una terreno devastato di vite
distrutte. È un progetto umile. E la sua ambizione mi travolge.
È questa ambizione che voglio abbracciare.
Al centro del film c’è la questione dell’inumano. Chi è umano, chi non lo è più?
Attraverso lo sguardo dell’ispettore Daoud, tutto si mostra profondamente umano.
La sofferenza come il crimine.
Per Daoud, il compito della legge è di rendere umano ciò che all’inizio ci ha
gettato nel terrore.
… Daoud chiede a Claude se suo figlio sia in casa. Sì, risponde. Va bene, conclude
Daoud. Perché crede nella legge, nel progresso, nel perdono. Forse la famiglia
salverà questo bambino. È questa folle scommessa della legge che Daoud
sostiene.
… Il crimine non è mostrato. Ma le due assassine ripetono la scena, intorno a
un’assenza. Offrono la loro testimonianza a Daoud e, così, ritornano tra l’umanità.
Seguendo Daoud voglio dare un volto a queste due donne e riconoscermi in esse
senza giudicarle. Per questo ci sono i giudici e io non lo sono … Questo è il tuffo
vertiginoso che ho affrontato durante tutta la scrittura.
Ho riservato alla finzione la descrizione dei poliziotti. Mi serviva ritrarli più nel
dettaglio.
Due poliziotti molto diversi che simpatizzano. Louis, giovane impacciato cattolico,
senza grazia. È sempre in errore. E Daoud, senza famiglia né religione, che con uno
sguardo può riconoscere la menzogna dalla verità.
Perché nulla è estraneo a Daoud.
Straniero nella sua città, denigrato dalla sua famiglia, sa come identificarsi con
tutti quelli che incontra. Condivide la loro umanità. Come potrebbe non
comprenderli?
Se ho dovuto qui utilizzare la finzione, non ho voluto comunque appesantirla con il
romanticismo. Mi sembra che oggi il romanticismo sia ovunque alla televisione.
Volevo che questi poliziotti fossero più iconici che romantici. Mi è sembrato che
questo status di icone, il loro silenzio, contenesse più verità che digressioni.
Cosa fa andare avanti Bourvil in I senza nome? Una dichiarazione del suo
superiore: tutti gli uomini sono colpevoli.
Cosa fa andare avanti François Perrier in Frank Costello faccia d’angelo? La
presenza pura dell’attore, la sua attenzione ai gesti.
È a questo laconismo e a questa attenzione che ho voluto dedicarmi.
Daoud è un occhio, è un orecchio. Vede il mondo e lo accetta.
Proprio come Serge Daney mi ha insegnato.

Arnaud Desplechin

Guarda il trailer del film

https://youtu.be/37pXm0UJxVc

Pubblicato da redazione

CHARLIE SAYS ANTEPRIMA AL NUOVO CINEMA AQUILA ALLA 39A EDIZIONE DEL FANTAFESTIVAL

Esce nelle sale dal 22 agosto, distribuito da No.Mad Entertainment, Charlie Says, un film di Mary Harron (Ho sparato a Andy Warhol; American Psycho), interpretato da Hannah Murray, Sosie Bacon, Marianne Rendon, Marritt Wever, Grace Van Dien nel ruolo di Sharon Tate e Matt Smith (già protagonista della serie Dr Who) nel ruolo di Charles Manson. Il film, già presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e al Tribeca Film Festival, sarà proiettato in anteprima romana domenica 16 giugno (ore 21.15) presso il Nuovo Cinema Aquila nell’ambito della 39a edizione del Fantafestival, che si tiene a Roma. Charlie Says, sceneggiato Guinevere Turner (Go Fish), alla sua terza collaborazione con la regista, è un viaggio nella mente di Charles Manson, musicista, manipolatore e mandante degli efferati omicidi che sconvolsero gli USA nell’estate del 1969, tra cui l’assassinio di Sharon Tate. Il film si addentra nella psiche del leader criminale, attraverso gli occhi di Karlene Faith, psicologa di tre giovani donne entrate a far parte della setta, dopo aver subito il lavaggio del cervello, e condannate all’ergastolo. In una escalation di follia e annullamento della volontà, viene ripercorsa la vita all’interno della “Famiglia Manson” e il rapporto di queste giovani con l’uomo che ha segnato le loro vite. Che potere aveva Charles Manson sulle sue prede? Cosa è scattato nella loro mente?

“Questo film – dichiara la regista – non è un’opera a difesa delle colpevoli. Ho cercato di comprendere come e perché queste giovani donne siano arrivate a fare cose terribili. Il film è una storia drammatica sugli anni Sessanta. Ha attinenza con i giorni nostri e la gente troverà dei parallelismi con eventi di oggi. ma parla anche di questioni senza tempo, di abuso e dominio, cose che sono successe nelle famiglie, nelle relazioni e nelle società nel corso della Storia”.

Guarda il trailer del film

https://www.youtube.com/embed/sa5Bx_I7uQU

pubblicato da redazione – webstampa24@gmail.com