SETTANTASETTESIMA MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA

 

Intervento del Direttore della 77. Mostra: L’inverno del nostro sconcerto si è tramutato in una primavera di angoscia, per poi scivolare lentamente in un’estate contrassegnata dall’incertezza e dal timore per un futuro inquieto. Restano dentro di noi le tantissime vittime della pandemia che nessuno può e vuole dimenticare, e le preoccupazioni per una ripartenza che stenta a concretizzarsi. In questo contesto, la decisione di realizzare la 77.a edizione della Mostra del Cinema di Venezia è vissuta come un segnale di fiducia e di concreto sostegno del mondo del cinema e dell’industria audiovisiva duramente colpiti dalla diffusione del virus e dalle sue drammatiche conseguenze. Le lavorazioni sui set interrotte, l’uscita dei film rimandata a data da destinarsi, le sale cinematografiche chiuse e poi parzialmente riaperte con limitazioni pesantissime, imposte da ragioni di sicurezza. Migliaia di posti di lavoro a rischio, un numero impressionante di famiglie sospese nell’incertezza della ripresa, in un settore non certo secondario per la cultura e l’economia mondiale. Sino a poco tempo fa, anche la certezza di poter tener fede all’appuntamento di fine estate con la Mostra veneziana era tutt’altro che scontata. Nel frattempo, tuttavia, molti cineasti si erano rimessi al lavoro per completare i film incompiuti, mentre la macchina organizzativa del festival si rimetteva in moto per essere pronta all’appuntamento. È dunque con grande senso di responsabilità e impegno che abbiamo affrontato una situazione ignota e senza precedenti, nella quale le regole del gioco cambiavano in continuazione, costringendoci a grande flessibilità e disponibili e continue correzioni di rotta. La Mostra si terrà nelle date previste, a prezzo di qualche rinuncia ma anche forte di innovazioni favorite dalle opportunità che le circostanze hanno reso possibili. Se è vero che la sezione Sconfini dovrà attendere il ritorno alla normalità per essere ripristinata, il Concorso Venice VR Expanded ha trovato una congeniale ed efficiente collocazione in streaming, che offrirà il vantaggio di consentire ai tantissimi appassionati di questa nuova forma d’arte la possibilità di un accesso più ampio e meno condizionato dai limiti fisici della pur affascinante installazione sull’isola del Lazzaretto. Infine, il tradizionale appuntamento con Venezia Classici potrà approfittare della collaborazione con la Cineteca di Bologna in occasione della 34.a edizione del festival Il Cinema Ritrovato, in programma nel capoluogo emiliano dal 25 al 31 agosto, prima della repliche già previste a Venezia nei mesi successivi. Segno concreto di una solidarietà tra i festival e della capacità di reagire alle difficoltà del momento, individuando inedite modalità condivise per uscire dall’isolamento provocato dalla pandemia, e contribuire alla ripartenza della vita culturale del Paese. Anche così si reagisce alle terribili difficoltà generate da una crisi sanitaria inattesa e (quasi) senza precedenti, gettando le basi per ricostruire ciò che si è perso per strada o ha rischiato di andare distrutto, nella fiducia che prima o poi “torneranno i prati”.

Il programma della Mostra di quest’anno, per dirla con Bob Dylan, contiene moltitudini: di film, di generi, di prospettive. I film invitati sono un numero consistente e solo di poco inferiore alle tradizionali proposte veneziane. Segno che il cinema non è stato travolto dallo tsunami della pandemia, ma conserva una vitalità invidiabile. Come di consueto, la selezione offre poi una variegata alternanza di approcci diversi, nella consapevolezza che la Mostra non possa esimersi dal rappresentare la ricchezza e la varietà del cinema. Che non è un unicum, come talvolta si tende a credere, ma una molteplicità di esperienze estetiche e visive da non far rimpiangere la ricchezza di forme che le altre arti hanno da sempre praticato e valorizzato. Per cui ci sono, anche quest’anno, film d’autore, commedie, documentari, film horror e gangster movies, e via elencando, senza trascurare quei lavori che in gergo si definirebbero crossover (se non fosse un termine orrendo), consistenti nel rifiutare la separazione dei linguaggi a vantaggio di una contaminazione produttiva di forme ed estetiche. Mancherà qualche grande titolo spettacolare, bloccato dal lockdown che ancora condiziona la programmazione delle uscite dei film hollywoodiani più attesi, mentre alcuni cast dei film invitati non potranno superare i blocchi che ancora limitano la libertà dei viaggi intercontinentali, potendo però ricorrere alla risorse delle tecnologie di comunicazione per assicurare la promozione dei rispettivi film. Ma ciò che conta è che il programma della Mostra possa essere la conferma della vivacità del cinema contemporaneo, affidata a un ricambio generazionale di estremo interesse, del quale fa parte anche la componente femminile, sinora relegata a percentuali imbarazzanti. Nel concorso di Venezia 77, quasi la metà sono film diretti da donne, selezionati esclusivamente in base a criteri di qualità e non a seguito di protocolli di genere: una percentuale senza precedenti che confidiamo sia di buon auspicio per un futuro del cinema scevro da pregiudizi e discriminazioni di sorta.
Il convitato di pietra di questa edizione è, ça va sans dire, il Covid-19, una scomoda presenza che ha condizionato non poche scelte e imposto straordinarie misure di sicurezza, applicate con rigore per assicurare a tutti i partecipanti – team, accreditati e pubblico – di poter essere parte attiva della manifestazione in tranquillità e senza correre alcun rischio. La riduzione del numero dei film, il distanziamento rispettato nell’area della Mostra e all’interno delle sale di proiezione, la sanificazione dei luoghi, l’aumento delle repliche di ciascun film, l’utilizzo a pieno titolo della multisala Astra al Lido, sono gli aggiustamenti resi necessari da questo anno straordinario. Mentre le repliche previste al Cinema Rossini di Venezia e al Centro Candiani a Mestre, cui si aggiunge l’allestimento di due arene all’aperto (la prima al Lido, la seconda ai Giardini della Biennale), consentiranno anche al pubblico tradizionale e affezionato di poter assistere alla maggior parte dei film. Non mi resta che augurare una buona Mostra a tutti e lunga vita al cinema!

Alberto Barbera

I FILM IN CONCORSO:

IN BETWEEN DYING
di HILAL BAYDAROV
con Orkhan Iskandarli, Rana Asgarova, Maryam Naghiyeva, Murvat Abdulazizov, Kamran Huseynov, Samir Abbasov  Azerbaijan, USA  88’

LE SORELLE MACALUSO
di EMMA DANTE
con Viola Pusateri, Eleonora De Luca, Simona Malato, Susanna Piraino, Serena Barone, Maria Rosaria Alati, Anita Pomario, Donatella Finocchiaro, Ileana Rigano, Alissa Maria Orlando, Laura Giordani, Rosalba Bologna  Italia  94’

THE WORLD TO COME
di MONA FASTVOLD
con Katherine Waterston, Vanessa Kirby, Christopher Abbott, Casey Affleck  USA  98’

NUEVO ORDEN
di MICHEL FRANCO
con Naián González Norvind, Diego Boneta, Mónica Del Carmen, Fernando Cuautle, Darío Yazbek, Eligio Meléndez  Messico, Francia  88’

AMANTS (LOVERS)
di NICOLE GARCIA
con Pierre Niney, Stacy Martin, Benoît Magimel  Francia  102’

LAILA IN HAIFA
di AMOS GITAI
con Maria Zreik, Khawla Ibraheem, Bahira Ablassi, Naama Preis, Tsahi Halevi, Makram J. Khoury / Israele, Francia / 99’

DOROGIE TOVARISCHI! (DEAR COMRADES!)
di ANDREI KONCHALOVSKY
con Julia Vysotskaya, Vladislav Komarov, Andrei Gusev, Yulia Burova, Sergei Erlish  Russia  116’

SPY NO TSUMA (WIFE OF A SPY)
di KIYOSHI KUROSAWA
con Yu Aoi, Issey Takahashi  Giappone  115’

KHORSHID (SUN CHILDREN)
di MAJID MAJIDI
con Ali Nasirian, Javad Ezzati, Tannaz Tabatabaie, Rouhollah Zamani, Seyed Mohammad Mehdi Mousavi Fard, Shamila Shirzad  Iran  99’

PIECES OF A WOMAN
di KORNÉL MUNDRUCZÓ
con Vanessa Kirby, Shia LaBeouf, Ellen Burstyn, Jimmie Fails, Molly Parker, Sarah Snook, Iliza Shlesinger, Benny Safdie / Canada, Ungheria  115’

MISS MARX
di SUSANNA NICCHIARELLI
con Romola Garai, Patrick Kennedy, John Gordon Sinclair, Felicity Montagu, Karina Fernandez, Oliver Chris, Philip Gröning  Italia, Belgio  107’

PADRENOSTRO
di CLAUDIO NOCE
con Pierfrancesco Favino, Mattia Garaci, Barbara Ronchi, Francesco Gheghi, Francesco Colella, Antonio Gerardi  Italia  120’

NOTTURNO
di GIANFRANCO ROSI
Italia, Francia, Germania / 100’

ŚNIEGU JUŻ NIGDY NIE BĘDZIE (NEVER GONNA SNOW AGAIN)
di MAŁGORZATA SZUMOWSKA, coregia: MICHAŁ ENGLERT
con Alec Utgoff, Maja Ostaszewska, Agata Kulesza, Weronika Rosati, Katarzyna Figura, Andrzej Chyra  Polonia, Germania  113’

THE DISCIPLE
di CHAITANYA TAMHANE
con Aditya Modak, Arun Dravid, Sumitra Bhave, Kiran Yadnyopavit  India  127’

UND MORGEN DIE GANZE WELT (AND TOMORROW THE ENTIRE WORLD)
di JULIA VON HEINZ
con Mala Emde, Noah Saavedra, Tonio Schneider, Luisa-Céline Gaffron, Andreas Lust  Germania, Francia  101’

QUO VADIS, AIDA?
di JASMILA ZBANIC
con Jasna Ðuričić, Izudin Bajrović, Boris Ler, Dino Bajrović, Boris Isaković / Bosnia ed Erzegovina, Austria, Romania, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Francia, Norvegia, Turchia  101’

NOMADLAND
di CHLOÉ ZHAO
con Frances McDormand, David Strathairn, Linda May, Swankie, Bob Wells  USA 108’

FUORI CONCORSO:

MOLECOLE – FILM DI PREAPERTURA
di ANDREA SEGRE
Italia  68’

NARCISO EM FÉRIAS
di RENATO TERRA, RICARDO CALIL
con Caetano Veloso  Brasile  84 ’

PAOLO CONTE, VIA CON ME
di GIORGIO VERDELLI
con Luca Zingaretti, Roberto Benigni, Caterina Caselli, Isabella Rossellini, Francesco De Gregori, Patrice Leconte  Italia  100’

HOPPER/WELLES
di ORSON WELLES
con Dennis Hopper, Orson Welles  USA  130’

CITY HALL
di FREDERICK WISEMAN
USA  272’

PROIEZIONI SPECIALI:

THE HUMAN VOICE
di PEDRO ALMODÓVAR
con Tilda Swinton Spagna 30’

30 COINS (30 MONEDAS) – EPISODIO 1
di ÁLEX DE LA IGLESIA
con Eduard Fernández, Megan Montaner, Miguel Ángel Silvestre, Macarena Gómez, Pepón Nieto, Manolo Solo  Spagna  78’

PRINCESSE EUROPE
di CAMILLE LOTTEAU
con Bernard-Henri Lévy  Francia  108’
in collaborazione con il Comune di Venezia

OMELIA CONTADINA
di ALICE ROHRWACHER, JR
con Luciano Vergaro, Dario Sforza, Iris Pulvano, Emanuele La Barbera, Elisa Cortese, i contadini dell’Altopiano dell’Alfina  Italia, Francia  9

ORIZZONTI:

MILA (APPLES) – FILM DI APERTURA
di CHRISTOS NIKOU
con Aris Servetalis, Sofia Georgovasili  Grecia, Polonia, Slovenia  90’

LA TROISIÈME GUERRE
di GIOVANNI ALOI
con Anthony Bajon, Karim Leklou, Leïla Bekhti  Francia  92’

MEEL PATTHAR (MILESTONE)
di IVAN AYR
con Suvinder Vicky, Lakshvir Saran  India  98’

DASHTE KHAMOUSH (THE WASTELAND)
di AHMAD BAHRAMI
con Ali Bagheri, Farrokh Nemati, Majid Farhang, Mahdieh Nassaj, Touraj Alvand Iran 102’

THE MAN WHO SOLD HIS SKIN
di KAOUTHER BEN HANIA
con Yahya Mahayni, Dea Liane, Monica Bellucci, Koen de Bouw, Darina Al Joundi, Christian Vadim  Tunisia, Francia, Germania, Belgio, Svezia  100’

I PREDATORI
di PIETRO CASTELLITTO
con Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Pietro Castellitto, Giorgio Montanini, Dario Cassini, Anita Caprioli  Italia  109’

MAINSTREAM
di GIA COPPOLA
con Andrew Garfield, Maya Hawke, Nat Wolff, Jason Schwartzman  USA  94’

LAHI, HAYOP (GENUS PAN)
di LAV DIAZ
con Bart Guingona, DMs Boongaling, Nanding Josef, Hazel Orencio, Joel Saracho, Noel Sto. Domingo  Filippine  150’

ZANKA CONTACT
di ISMAËL EL IRAKI
con Khansa Batma, Ahmed Hammoud, Saïd Bey, Abderrahmane Oubihem, Mourad Zaoui  Francia, Marocco, Belgio  125’

LA NUIT DES ROIS
di PHILIPPE LACÔTE
con Koné Bakary, Steve Tientcheu, Rasmané Ouédraogo, Issaka Sawadogo, Digbeu Jean Cyrille, Abdoul Karim Konaté / Costa d’Avorio, Francia, Canada  92’

THE FURNACE
di RODERICK MACKAY
con Ahmed Malek, David Wenham  Australia  116’

JENAYAT-E BI DEGHAT (CARELESS CRIME)
di SHAHRAM MOKRI
con Babak Karimi, Razieh Mansouri, Abolfazl Kahani, Mohammad Sareban, Adel Yaraghi, Mahmoud Behraznia  Iran  139’

GAZA MON AMOUR
di TARZAN NASSER, ARAB NASSER
con Salim Daw, Hiam Abbass, Maisa Abd Elhadi, George Iskandar, Hitham Al Omai, Manal Awad  Palestina, Francia, Germania, Portogallo, Qatar  87’

SELVA TRÁGICA
di YULENE OLAIZOLA
con Indira Andrewin, Gilberto Barraza, Mariano Tun Xool, Lázaro Gabino Rodríguez, Eligio Meléndez  Messico, Francia, Colombia  96’

GUERRA E PACE
di MARTINA PARENTI, MASSIMO D’ANOLFI
Italia, Svizzera  128’

NOWHERE SPECIAL
di UBERTO PASOLINI
con James Norton, Daniel Lamont  Italia, Romania, UK  96’

LISTEN
di ANA ROCHA DE SOUSA
con Lúcia Moniz, Sophia Myles, Ruben Garcia, Maisie Sly, Kiran Sonia Sawar, James Felner  UK, Portogallo  73’

BU ZHI BU XIU (THE BEST IS YET TO COME)
di WANG JING
con Ke Bai, Miao Miao, Zhang Songwen, Yang Song  Cina  114’

ZHELTAYA KOSHKA (YELLOW CAT)
di ADILKHAN YERZHANOV
con Azamat Nigmanov, Kamila Nugmanova, Sanjar Madi, Yerzhan Zhamankulov, Yerken Gubashev, Nurbek Mukushev  Kazakistan, Francia  90’

ORIZZONTI – CORTOMETRAGGI – CONCORSO:

NATTÅGET (THE NIGHT TRAIN)
di JERRY CARLSSON
con Erik Nilsson, Khalil Ben Gharbia  Svezia  15’

THE SHIFT
di LAURA CARREIRA
con Anna Russell-Martin  UK, Portogallo  9’

WORKSHOP
di JUDAH FINNIGAN
con Elizabeth Winders, TJ Snow, Richard Crouchley, Danielle Meldrum, Rasmus Wessman, Zechariah Julius-Donnelly  Nuova Zelanda  16’

SOGNI AL CAMPO
di MAGDA GUIDI
animazione  Francia, Italia  9’

WAS WAHRSCHEINLICH PASSIERT WÄRE, WÄRE ICH NICHT ZUHAUSE GEBLIEBEN
(WHAT PROBABLY WOULD HAVE HAPPENED, IF I HADN’T STAYED AT HOME)
di WILLY HANS
con Anne Rohde, Hauke Heumann, Victoria Schulz, Felix Maria Zeppenfeld, Rabea Schubert, Anthoula Bourna Germania  20’

DAS SPIEL (THE GAME)
di ROMAN HODEL
Svizzera  17’

MIEGAMASIS RAJONAS (PLACES)
di VYTAUTAS KATKUS
con Vygantas Bachmackij, Karolis Kasperavicius, Vismante Ruzgaite, Emilija Ruzgaite, Aiste Zavotkaite  Lituania  13’

ANITA
di SUSHMA KHADEPAUN
con Aditi Vasudev, Mitra Gadhvi, Sanjivani Sathe, Nikhil Dave, Bhakti Maniar, Deep Seth  India, USA  17’

À FLEUR DE PEAU
di MERIEM MESRAOUA
con Amina Hilal, Salima Abada, Mohammed Benameur, Hayem Delfi / Francia, Qatar, Algeria  15’

ENTRE TÚ Y MILAGROS
di MARIANA SAFFON
con Sofía Paz, Marcela Mar, Maria Fernanda Giraldo, Olga Cecilia Tablorda Vélez, Pedro Fernandez, Jimi Alejandro Jaramillo  Colombia  20’

BEING MY MOM
di JASMINE TRINCA
con Alba Rohrwacher, Maayane Conti  Italia  12’

MÂY NHU’NG KHÔNG MU’A (LIVE IN CLOUD CUCKOO LAND)
di NGHIA VU MINH, THY PHAM HOANG MINH
con Giang Le Binh, Huong Phung, Vy Vu Chau Khanh, Trung Tran / Vietnam, Corea del Sud  19’

ORIZZONTI – CORTOMETRAGGI – FUORI CONCORSO:


di LUCA FERRI
Italia  19’

THE RETURN OF TRAGEDY
di BERTRAND MANDICO
con David Patrick Kelly, Elina Löwensohn, Juliana Francis, Peter McCabe, Oleg Dubson, Thomas Jay Ryan  Francia  24’

BIENNALE COLLEGE – CINEMA E VIRTUAL REALITY

Biennale College – Cinema. Alla 77. Mostra di Venezia saranno proiettati due lungometraggi selezionati, sviluppati e prodotti nella ottava edizione (2019/2020) di Biennale College – Cinema, laboratorio di alta formazione aperto a giovani filmmaker di tutto il mondo per la produzione di film a basso costo, lanciato dalla Biennale alla Mostra del Cinema del 2012. I due film sono:

EL ARTE DE VOLVER
di PEDRO COLLANTES, produttore: DANIEL REMÓN
con Macarena García, Nacho Sánchez, Ingrid García-Jonsson, Mireia Oriol, Luka Peros, Lucía Juárez  Spagna  91‘

FUCKING WITH NOBODY
di HANNALEENA HAURU, produttrice: EMILIA HAUKKA
con Hannaleena Hauru, Lasse Poser, Samuel Kujala, Pietu Wikström, Sara Melleri, Hanna-Kaisa Tiainen  Finlandia  95‘

La presentazione di altri due lungometraggi selezionati nell’ambito della stessa edizione di Biennale College – Cinema, La Santa Piccola di Silvia Brunelli/Francesca Maria Scanu e Mon Père, Le Diable di Ellie Foumbi, Joseph Mastantuono, è stata rimandata al prossimo anno.

Biennale College – Cinema, realizzato dalla Biennale di Venezia, ha il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema. Biennale College – Cinema si avvale della collaborazione accademica di IFP New York e del TorinoFilmLab. Direttore è Alberto Barbera, Head of Programme Savina Neirotti.

Dal 2017, Biennale College – Cinema è sostenuto dal contributo di Eurimages, il fondo culturale del Consiglio Europeo che copre le spese di viaggio, ospitalità e formazione per una regista donna (Eurimages Residency Grant), che quest’anno è stata Silvia Brunelli (Italia), regista del film La Santa Piccola.

Biennale College Cinema – Virtual Reality. Il progetto della quarta edizione (2019/2020) di Biennale College Cinema – Virtual Reality che ha ottenuto, come contributo alla produzione, il grant di €60.000 della Biennale di Venezia e che sarà presentato nella sezione Venice VR Expanded della 77. Mostra è:

VAJONT
di IOLANDA DI BONAVENTURA, produttore: SAVERIO TRAPASSO
con Valentina Beotti, Jacopo Giacomoni, Arianna Moro  Italia 25’

Le attività formative di Biennale College Cinema – Virtual Reality ottengono un importante finanziamento dal Programma MEDIA – Europa Creativa della Commissione europea – Direzione Generale Connect. Tale contributo si aggiunge al sostegno che il Programma MEDIA ha dato allo sviluppo del Venice Production Bridge.

Opere prime che concorrono al Leone del Futuro
Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”

LA TROISIÈME GUERRE di GIOVANNI ALOI (Francia) (Orizzonti)
I PREDATORI di PIETRO CASTELLITTO (Italia) (Orizzonti)
ZANKA CONTACT di ISMAËL EL IRAKI (Francia, Marocco, Belgio) (Orizzonti)
THE FURNACE di RODERICK MACKAY (Australia) (Orizzonti)
MILA (APPLES) di CHRISTOS NIKOU (Grecia, Polonia, Slovenia) (Orizzonti)
LISTEN di ANA ROCHA DE SOUSA (UK, Portogallo) (Orizzonti)
BU ZHI BU XIU (THE BEST IS YET TO COME) di WANG JING (Cina) (Orizzonti)

50 O DOS BALLENAS SE ENCUENTRAN EN LA PLAYA di JORGE CUCHÍ (Messico) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
HAYALETLER (GHOSTS) di AZRA DENIZ OKYAY (Turchia, Francia, Qatar) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
NON ODIARE di MAURO MANCINI (Italia, Polonia) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
POHANI DOROGY (BAD ROADS) di NATALYA VOROZHBIT (Ucraina) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
SHORTA di ANDERS HOLM, FREDERIK LOUIS HVIID (Danimarca) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
TOPSIDE di CELINE HELD, LOGAN GEORGE (USA) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
TVANO NEBUS (THE FLOOD WON’T COME) di MARAT SARGSYAN (Lituania) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)

CIGARE AU MIEL di KAMIR AÏNOUZ (Francia, Algeria) (Giornate degli Autori)
MA MA HE QI TIAN DE SHI JIAN (MAMA) di LI DONGMEI (Cina) (Giornate degli Autori)
RESIDUE di MERAWI GERIMA (USA) (Giornate degli Autori)
200 METERS di AMEEN NAYFEH (Palestina, Giordania, Italia, Qatar, Svezia) (Giornate degli Autori)
KITOBOY (THE WHALER BOY) di PHILIPP YURYEV (Russia, Polonia, Belgio) (Giornate degli Autori)

Ann Hui e Tilda Swinton Leoni d’oro alla carriera della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Sono stati attribuiti alla regista Ann Hui e all’attrice Tilda Swinton i Leoni d’oro alla carriera della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2 settembre – 12 settembre 2020).  La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera.

Ann Hui nell’accettare la proposta ha dichiarato: “Sono davvero felice di ricevere questa notizia e sono onorata per il premio! Sono così felice che non riesco a trovare le parole. Spero solo che nel mondo tutto volga presto per il meglio e che ognuno possa sentirsi di nuovo felice come io mi sento in questo momento.”

Tilda Swinton nell’accettare la proposta ha dichiarato: “Porto nel cuore questo grande festival da tre decenni: è con grande umiltà che ricevo questo riconoscimento. Sarà per me una vera gioia venire a Venezia, soprattutto quest’anno, per celebrare l’immortale arte del cinema e la sua ribelle capacità di sopravvivenza di fronte a tutte le sfide che il cambiamento può porre a noi tutti.”
A proposito di questi riconoscimenti, il Direttore Alberto Barbera ha dichiarato: “Ann Hui è una delle registe più apprezzate, prolifiche e versatili del continente asiatico, la cui carriera copre quattro decenni e attraversa tutti i generi cinematografici. Da subito riconosciuta come una delle figure cardine della cosiddetta Hong Kong New Wave – il movimento cinematografico che tra la fine degli anni Settanta e gli Ottanta rivoluzionò il cinema hongkonghese, trasformando la città cosmopolita in uno dei centri creativi più vivaci del decennio – ha diretto film di generi molto diversi, dal melodramma alla ghost story, dal film semi-autobiografico all’adattamento di importanti testi letterari, senza trascurare i drammi familiari, i film di arti marziali e il thriller. È stata anche uno dei primi registi della scena hongkonghese a unire materiale documentario al cinema di finzione. Pur prestando attenzione anche all’aspetto commerciale del cinema e riuscendo a riscuotere ampio successo di pubblico, il cinema di Ann Hui non ha mai abbandonato la prospettiva autoriale. Nel suo cinema ha sempre mostrato particolare interesse per le vicende umane e sociali, raccontando con sensibilità ma anche con la raffinatezza dell’intellettuale, storie individuali che intrecciano temi sociali importanti quali quelli dei rifugiati, degli emarginati e degli anziani. In modo pioneristico, il suo linguaggio e la sua peculiare impronta visiva non solo hanno saputo cogliere gli aspetti più specifici della città e dell’immaginario di Hong Kong ma hanno anche saputo trasporli e tradurli in una prospettiva universale”.

Prosegue Alberto Barbera: “Tilda Swinton è unanimemente riconosciuta come una delle interpreti più originali ed intense affermatesi sul finire del secolo scorso. La sua unicità riposa su una personalità esigente ed eccentrica, una versatilità fuori del comune, la capacità di passare dal cinema d’autore più radicale a grandi produzioni hollywoodiane, senza mai rinunciare al proprio inesausto bisogno di dar vita a personaggi inclassificabili. Ogni sua interpretazione è una sfida temeraria alle convenzioni, siano esse artistiche o sociali, il frutto della necessità di mettersi continuamente in gioco senza mai accontentarsi dei risultati raggiunti, e il desiderio di esplorare risvolti inediti dei comportamenti e delle emozioni umane, che la Swinton non si limita a veicolare ma di cui offre la personificazione più sorprendente e straniante. Ha lavorato con alcuni dei maggiori registi contemporanei, ma è soprattutto fedele ad alcuni autori, di cui è stata una musa più che una semplice attrice prediletta. Esemplare, ad esempio, il sodalizio con Derek Jarman, del quale interpretò tutti i film dal 1985 alla morte del regista inglese avvenuta nel 1994, e quello con Luca Guadagnino, con il quale ha realizzato quattro film, condividendone il progetto di dar vita a un cinema fuori degli schemi. In questo senso, Tilda Swinton si conferma come l’interprete per eccellenza del cinema contemporaneo, che non si accontenta della semplicità e del richiamo delle mode, ma aspira all’inosabile”.

Anna Foglietta condurrà le serate di apertura e chiusura della 77. Mostra del Cinema di Venezia.

L’attrice Anna Foglietta condurrà le serate di apertura e di chiusura della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2020, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia.  Nella serata di mercoledì 2 settembre 2020, sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido) in occasione della cerimonia di inaugurazione, e guiderà la cerimonia di chiusura il 12 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali della 77. Mostra.

Anna Foglietta muove i suoi primi passi nella recitazione già al liceo, che rappresenta solo l’inizio di un percorso che passa attraverso la pubblicità, il teatro, la televisione e approda infine al cinema.  Arriva alla sua prima esperienza televisiva con La Squadra in cui rimane per quattro anni e a cui seguono due stagioni di Distretto di Polizia. Il primo film per il cinema è Sfiorati di Angelo Orlando e nel 2008 Solo un padre di Luca Lucini. Con il ruolo di Eva in Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno ottiene la candidatura ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento riceve il premio come miglior attrice di commedia per il 2011. Lavora con i fratelli Vanzina in Ex-Amici come prima (2011) e in Mai stati uniti (2013), con Neri Parenti in Colpi di fulmine nel 2012. Per quest’ultimo vince il Cine Ciak d’Oro come miglior attrice comica e le Chiavi d’Oro per gli incassi. Ritorna in televisione con L’oro di Scampia e con Ragion di Stato di Marco Pontecorvo, mentre al cinema, nel 2014, è tra i protagonisti di Confusi e felici di Massimiliano Bruno. Nello stesso anno dà sfoggio delle sue qualità da conduttrice presentando al fianco di Paolo Ruffini il premio David di Donatello. Nel 2015 è la protagonista femminile del terzo film da regista di Edoardo Leo dal titolo Noi e la Giulia in un ruolo che le vale la nomination ai David di Donatello. Il 2015 è anche l’anno in cui gira il fortunatissimo e pluri-premiato film per la regia di Paolo Genovese (col quale Anna aveva già lavorato nel 2014 in Tutta colpa di Freud) Perfetti sconosciuti, dove è una delle protagoniste femminili: vince il Nastro d’argento speciale e riceve un’altra nomination ai David di Donatello.
Nel 2016, è protagonista della serie tv Rai tratta dall’omonimo film La mafia uccide solo d’estate. Dato il successo della serie in onda su Rai 1, prende parte anche alla seconda stagione, in onda nel 2018. Nello stesso anno la vediamo protagonista nel film Che vuoi che sia, subito dopo il quale gira altri due film sempre da protagonista: Il contagio presentato alla 74esima Mostra di Venezia e Il premio per la regia di Alessandro Gassman. Diretta nuovamente da Alessandro Gassman, il 2016 è l’anno in cui si impegna in teatro nel difficile ruolo della poetessa Alda Merini all’interno dello spettacolo La pazza della porta accanto, fortunato spettacolo che le è valso il Premio Maschere d’oro del teatro 2016. Il 2018 la vede impegnata nelle riprese di due fortunate opere prime molto diverse tra di loro: la prima è una commedia girata a Milano di Laura Chiossone, Genitori quasi perfetti, la seconda un dramma ambientato a Napoli, Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio, presentato alla 75esima Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti, per il quale ha vinto il Nastro d’argento come miglior attrice protagonista. Durante la stagione 2018/2019 è nuovamente protagonista a teatro nello spettacolo Bella Figura di Yazmina Reza diretto da Roberto Andò, e del toccante monologo Una guerra, scritto da Michele Santeramo. Nel 2019, in occasione della 69esima edizione del Festival di Sanremo firmata da Claudio Baglioni, Anna conduce, insieme a Rocco Papaleo il DopoFestival. Lo stesso anno porta sul piccolo schermo per Rai 1 un’altra grande figura femminile, interpretando Nilde Iotti in Storia di Nilde, che raccoglie numerosi consensi raggiungendo il 16.2% di share.  Nel 2020 è interprete di due commedie cinematografiche: la prima è DNA – Decisamente Non Adatti, con la regia di Lillo e Greg, che a causa dell’emergenza COVID-19 debutta in streaming anziché nei cinema. Proprio per la sua singolare interpretazione che la vede interprete di tutte le protagoniste femminili di questo film, riceve una la candidatura ai Nastri D’Argento 2020 come migliore attrice di una commedia.  La seconda è l’atteso film di Carlo Verdone Si vive una volta sola all’interno del quale recita insieme a Max Tortora, Rocco Papaleo e lo stesso Verdone. L’uscita del film è stata sospesa a causa dell’emergenza COVID-19. Anna Foglietta è impegnata attivamente nel sociale con la onlus Every Child Is My Child, di cui è presidente, e che recentemente ha collaborato con Banco Alimentare durante l’emergenza COVID-19 a sostegno dei bambini e delle famiglie più deboli. Di prossima uscita il film di genere e opera prima Il talento del calabrone, all’interno del quale Anna è protagonista femminile al fianco di Sergio Castellitto.

Le quattro Giurie internazionali:

Le personalità chiamate a fare parte della Giuria del Concorso di Venezia 77 sono:
Cate Blanchett – presidente (Australia), attrice internazionalmente acclamata e pluripremiata, nonché produttrice, filantropa e attiva protagonista della comunità artistica. Le sue numerose, straordinarie interpretazioni cinematografiche le hanno fatto ottenere due Oscar (The Aviator, 2004, e Blue Jasmine, 2013), tre Golden Globe (Elizabeth, 1998, Io non sono qui, 2007, Blue Jasmine, 2013), tre premi Bafta e numerose altre nomination. Alla Mostra di Venezia è stata interprete dei film Elizabeth (1998) di Shekhar Kapur e Io non sono qui (2007) di Todd Haynes, che le valse la Coppa Volpi come miglior attrice. Il suo più recente successo è Che fine ha fatto Bernadette? (2019) di Richard Linklater.
Veronika Franz (Austria), regista e sceneggiatrice, inizia come giornalista di cinema per il quotidiano viennese Tageszeitung Kurier. Dal 1997 segue il lavoro del regista Ulrich Seidl come collaboratrice artistica, di cui è co-sceneggiatrice per Dog Days (Hundstage, 2001), Import Export (2007) e la trilogia PARADISE (2012/3). Il documentario Kern (2012) è sia il suo debutto come regista, sia il primo film realizzato insieme al regista Severin Fiala, a cui segue il suo primo lungometraggio di finzione, Goodnight Mommy (Ich seh Ich seh, 2014), co-diretto insieme a Fiala e presentato a Venezia Orizzonti. Il film ottiene numerosi premi e rappresenta l’Austria agli Oscar. I due registi realizzano poi il loro primo film in inglese, The Lodge, presentato al Sundance Film Festival 2019.
Joanna Hogg (Gran Bretagna), regista e sceneggiatrice, considerata oggi fra le più importanti del suo Paese. Il primo lungometraggio, Unrelated (2008), con Tom Hiddleston, vince il premio della Fipresci al Festival di Londra. Il secondo film, Archipelago (2010), ottiene una Menzione speciale al Festival di Londra e un considerevole successo di pubblico. Nel 2013 realizza Exhibition, con il chitarrista degli Slits, Viv Albertine, e l’artista britannico Liam Gillick. Il più recente The Souvenir, produttore esecutivo Martin Scorsese, viene presentato al Sundance Film Festival 2019 dove vince il Gran premio della Giuria.
Nicola Lagioia (Italia), scrittore, dal 2016 è direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino. Ha pubblicato i romanzi Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) (minimum fax 2001, premio Lo Straniero), Occidente per principianti (Einaudi 2004), Riportando tutto a casa (Einaudi 2009, premio Vittorini, premio Volponi, premio Viareggio), La Ferocia (Einaudi 2014, Premio Strega, Premio Mondello). È una delle voci di Pagina3, rassegna stampa quotidiana di Radio3. Scrive per testate quali «Repubblica», «Il Venerdì», «Internazionale», «La Stampa». I suoi libri sono tradotti in 15 Paesi.
Christian Petzold (Germania), regista e sceneggiatore fra i più significativi del cinema tedesco, è stato premiato tre volte dai critici tedeschi per il miglior film con Die innere Sicherheit (2000), presentato a Venezia, Gespenster (2005) e Yella (2007), presentati a Berlino. Nel 2008 è a Venezia in concorso con Jerichow, per cui nel 2009 vince il Deutscher Filmpreis come miglior regista. Con La scelta di Barbara nel 2012 ottiene l’Orso d’argento a Berlino, dove nel 2018 consegue un grande successo critico con La donna dello scrittore (Transit). Sempre a Berlino, nel 2020 vince il premio della Fipresci con Undine.
Cristi Puiu (Romania), regista e sceneggiatore, debutta nella regia nel 2001 con il road-movie a basso costo Marfa şi bani (Stuff and Dough), presentato alla Quinzaines a Cannes e considerato il film che dà inizio al Nuovo cinema rumeno. Nel 2005 il suo secondo lungometraggio, la commedia nera La morte del signor Lazarescu, è un successo critico e ottiene il Prix Un certain Regard a Cannes. Analogo successo consegue Sieranevada, presentato nel 2016 in concorso a Cannes. Nel 2020 Malmkrog vince il Premio per la miglior regia nella sezione Encounters della Berlinale.
Ludivine Sagnier (Francia), attrice, appare per la prima volta sul grande schermo nel 1989 in Voglio tornare a casa! di Alain Resnais. Nel 1990 partecipa al kolossal Cyrano de Bergerac. Nel 2003 è protagonista di due film presentati a Cannes, La petite Lili e Swimming Pool, e interpreta in Peter Pan di P. J. Hogan il personaggio di Campanellino. Recita spesso nei film del regista francese François Ozon: Gocce d’acqua su pietre roventi, 8 donne e un mistero e Swimming Pool, diventando una delle attrici francesi più apprezzate e note al pubblico. Fra le sue ultime interpretazioni, La vérité di Hirokazu Koreeda, film d’apertura della Mostra di Venezia 2019, e la seconda serie di Paolo Sorrentino The New Pope.

La Giuria Venezia 77 assegnerà ai lungometraggi in Concorso i seguenti premi ufficiali: Leone d’Oro per il miglior film, Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, Leone d’Argento – Premio per la migliore regia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Premio per la migliore sceneggiatura, Premio Speciale della Giuria, Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente.

Orizzonti
La Giuria internazionale della sezione Orizzonti è composta da:
Claire Denis – presidente (Francia), regista, sceneggiatrice e attrice francese, nasce a Parigi ma cresce in Africa fino ai 13 anni. Si laurea nel 1972 all’IDHEC e lavora come assistente di Jacques Rivette, Costa-Gavras, Jim Jarmusch, Wim Wenders. Il suo film d’esordio Chocolat (1988), riflessione sul colonialismo, conquista la critica. Seguono Al diavolo la morte (S’en fout la mort) (1990), in concorso a Venezia, US Go Home (1994), Nénette e Boni (Nénette et Boni) (1996), Beau Travail (1999), presentato a Venezia, Cannibal Love – Mangiata viva (2001) e Venerdì sera (Vendredi soir) (2002). Il successivo White Material (2009) è in concorso a Venezia. Nel 2018, High Life viene premiato al Festival di San Sebastián.
Oskar Alegria (Spagna), regista spagnolo, dal 2013 al 2016 è stato direttore della rassegna Punto de Vista di Pamplona. Il suo primo film, La casa Emak Bakia (2012), documentario alla ricerca della casa sulla costa basca dove Man Ray girò il suo Emak Bakia, viene presentato in numerosi festival internazionali, tra cui Telluride e San Sebastián, ottenendo molti riconoscimenti. Nel 2019 ha presentato in Orizzonti a Venezia il documentario Zumiriki, sulla propria esperienza di quattro mesi vissuta in una capanna isolata su un fiume.
Francesca Comencini (Italia), regista, sceneggiatrice, scrittrice, figlia del grande regista Luigi e sorella di Paola e Cristina. Dirige in Francia, dove vive per 18 anni, il suo primo film Pianoforte (1984), storia di due giovani tossicodipendenti, vincitore del Premio De Sica a Venezia. Collabora col padre alla sceneggiatura di Un ragazzo di Calabria. Si avvicina al documentario con Elsa Morante (1995), Shakespeare a Palermo (1997), Carlo Giuliani, ragazzo (2002), presentato a Cannes, e In fabbrica (2007). Tra i suoi film di finzione, Le parole di mio padre (2001), Lo spazio bianco (2009) e Un giorno speciale (2012) in concorso a Venezia, Amori che non sanno stare al mondo (2017), presentato a Locarno. Dal 2014 dirige 15 episodi di Gomorra – La serie, trasposizione tv dell’omonimo romanzo di Roberto Saviano.
• Katriel Schory (Israele), produttore israeliano, fonda nel 1974 la compagnia Belfilms, che ha prodotto più di 150 film e spettacoli televisivi, inclusi lungometraggi, documentari e coproduzioni internazionali. Dal 1999 al 2019 è Direttore esecutivo dell’Israel Film Fund, dove ha autorizzato più di 300 lungometraggi, molti dei quali sono stati selezionati nei maggiori festival vincendo prestigiosi premi, fra i quali Leoni d’oro e d’argento a Venezia, Orsi d’oro e d’argento a Berlino, Camera d’or a Cannes e quattro nomination agli Oscar.
Christine Vachon (Usa), produttrice statunitense vincitrice dell’Independent Spirit Award e del Producer Award del Gotham Independent Film Award. Ottiene il suo primo successo con la produzione del film d’esordio di Todd Haynes, Poison, Gran Premio della Giuria al Sundance. Nel 1995 fonda, insieme a Pamela Koffler, la compagnia di produzione cinematografica e televisiva Killer Film, che vince l’Oscar con Boys Don’t Cry di Kimberley Peirce. Produce alcuni dei film indipendenti più acclamati, ottenendo nomination agli Oscar con i capolavori di Todd Haynes Lontano dal Paradiso, Io non sono qui e Carol.

La Giuria Orizzonti assegnerà – senza possibilità di ex-aequo – i seguenti premi: Premio Orizzonti per il miglior film, Premio Orizzonti per la migliore regia, Premio Speciale della Giuria Orizzonti, Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile, Premio Orizzonti per la migliore interpretazione femminile, Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura, Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio.

Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”
La Giuria internazionale del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”- Leone del Futuro, è composta da:
Claudio Giovannesi – presidente (Italia), regista, sceneggiatore e musicista. Il suo film La paranza dei bambini (2019), tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano e presentato in concorso a Berlino, ha vinto l’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura ed è stato distribuito in oltre 20 Paesi. Fiore (2016), in concorso nella Quinzaine a Cannes, ha ricevuto il Nastro d’argento speciale. Alì ha gli occhi azzurri (2012), Premio Speciale della Giuria al Festival di Roma, è stato presentato in concorso al Tribeca. Il documentario Fratelli d’Italia (2009), ha avuto la Menzione speciale della giuria al Festival di Roma. Per la televisione ha diretto due episodi della seconda stagione della serie Gomorra.
Remi Bonhomme (Francia), direttore e programmatore di festival internazionali, è il nuovo direttore artistico del Festival del film di Marrakech e direttore degli Atlas Workshops, la piattaforma industriale del Festival che sostiene il cinema del continente africano e del Medio Oriente. Dal 2009 al 2020 è stato coordinatore generale della Semaine de la Critique al Festival di Cannes e direttore di Next Step, un workshop per registi di cortometraggi che si accingono a girare il loro primo lungometraggio.
Dora Bouchoucha (Tunisia), produttrice e direttrice di festival, dal 1994 ha prodotto numerosi lungometraggi, cortometraggi e documentari tunisini e di altri Paesi con la sua società Nomadis Images. I suoi film sono stati selezionati ai festival di Venezia, Cannes e Berlino. Ha creato l’Atelier de Projets alle Giornate cinematografiche di Cartagine, di cui è stata direttrice nel 2008, 2010 e 2014. Nel 2017 ha fatto parte della Giuria internazionale del Festival di Berlino. Dal 2018 è direttrice del festival mediterraneo di Manarat.
La Giuria del Premio Venezia Opera Prima assegnerà senza possibilità di ex aequo, tra tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele), il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, e un premio di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro, che sarà suddiviso in parti uguali tra il regista e il produttore.

Venice Virtual Reality
La Giuria internazionale della sezione Venice Virtual Reality è composta da:
Celine Tricart – presidente (USA), regista e sceneggiatrice, esperta di Realtà virtuale e 3D nota in tutto il mondo per la forza emotiva delle sue storie e il particolare stile visivo. I suoi lavori sono stati presentati in festival internazionali quali Venezia, Sundance, Tribeca, SXSW. A Venezia nel 2019 ha vinto con The Key il Gran premio della Giuria per la migliore opera Vr immersiva. Al Tribeca ha ottenuto lo Storyscapes Award. Ha fondato la Lucid Dreams Productions, specializzata nell’utilizzo delle nuove tecnologie per creare storie innovative e per incrementare il ruolo delle donne e delle voci minoritarie nel fare cinema.
• Asif Kapadia (Gran Bretagna) è un regista di film e documentari noto per lo stile visuale e per le scelte di personaggi estremi da raccontare. Il suo Amy, presentato in prima mondiale a Cannes nel 2015, che narra la storia della cantante Amy Winehouse, ha vinto l’Oscar come migliore documentario. Il film è stato il più grande successo al box office in Gran Bretagna per un documentario, vincendo anche il Bafta, l’Efa e un Grammy. Nel 2001 ha co-sceneggiato e diretto il proprio debutto nel film narrativo, The Warrior, girato nel deserto del Rajasthan e fra le nevi dell’Himalaya. Nel 2010, nel documentario Senna, ha raccontato la storia del campione brasiliano di Formula Uno Ayrton Senna. Nel 2017 ha diretto due episodi della serie Netflix Midhunter. Nel 2019 ha presentato a Cannes il documentario Maradona, nominato ai Bafta.
Hideo Kojima (Giappone) è un autore di videogiochi noto in tutto il mondo per aver allargato i confini della creatività in questo campo. E’ considerato il padre del genere stealth, videogioco d’azione basato sull’abilità del giocatore di evitare di essere rilevato dal nemico. Nel 2015 fonda la società Kojima Productions, adottando il motto From sapiens to ludens. Nel 2019 la società realizza il suo primo titolo, Death Stranding, per PlayStation® 4. Dalla sua uscita, Death Stranding ha ottenuto numerosi premi e un successo mondiale.
La Giuria Venice Virtual Reality assegnerà i seguenti premi:
Gran Premio della Giuria per la Migliore opera VR immersiva, Migliore esperienza VR immersiva e Migliore storia VR immersiva.

Pubblicato da redazione